13 gennaio 2026
E se la mente fosse un muscolo? Allenare il problem solving
Eventi e Seminari
Trieste Campus ha ospitato la conferenza sprint “E se la mente fosse un muscolo? Lo sport del Problem Solving”, un incontro aperto al pubblico dedicato a una competenza trasversale che riguarda studio, lavoro e vita quotidiana: la capacità di affrontare e risolvere i problemi in modo consapevole.
Protagonista dell’appuntamento è stata Marta Del Col, ingegnere e coach della trasformazione, professionista del miglioramento continuo ed esperta di problem solving.

L’incontro ha proposto uno sguardo chiaro e accessibile su un tema spesso percepito come astratto, riportandolo invece alla concretezza dell’esperienza quotidiana. A partire da una domanda semplice – che cos’è davvero un problema? – Del Col ha guidato il pubblico in una riflessione che ha messo al centro l’idea di distanza: un problema nasce quando esiste uno scarto tra dove siamo e dove vorremmo, o dovremmo, essere.

Attraverso esempi pratici e immagini efficaci, la relatrice ha mostrato come i problemi non siano mai blocchi unici, ma strutture complesse e ramificate. Non iceberg da osservare in superficie, ma alberi da esplorare fino alle radici, dove si nascondono le cause profonde. Un processo che richiede tempo, energia e metodo, ma che permette di evitare soluzioni affrettate e parziali.

Un passaggio centrale della conferenza ha riguardato il modo in cui le persone affrontano i problemi. Dal confronto con il pubblico è emerso come ciascuno metta in atto strategie diverse – analisi, ascolto, pausa, ricerca di consigli – e come spesso entrino in gioco automatismi mentali che semplificano la realtà ma rischiano di ostacolare la comprensione.

Bias cognitivi, pressione del tempo e sovraccarico di informazioni influenzano infatti le decisioni molto più di quanto si creda, soprattutto nelle interazioni con gli altri.

Proprio per questo, Del Col ha sottolineato l’importanza di un metodo. Un percorso strutturato, paragonato all’allenamento sportivo, che permette di allenare la mente come un muscolo. Il problem solving è stato così raccontato come una sequenza di fasi, ognuna con una propria funzione: capire, agire, verificare, consolidare. A ciascun passaggio corrisponde un diverso “ruolo” mentale – dal detective al pilota, dall’allenatore al saggio – che aiuta a entrare nel giusto atteggiamento e a mantenere equilibrio tra analisi, azione e riflessione.

Nel racconto è emersa con forza l’idea che risolvere problemi non sia un talento riservato a pochi, ma una competenza innata che assume forme diverse in ognuno e che può essere migliorata nel tempo. La pratica, la ripetizione e la consapevolezza permettono di rendere più efficace il proprio modo di pensare, proprio come accade nello sport con il gesto tecnico.

La conferenza ha toccato anche il valore del lavoro condiviso: nessun problema complesso si risolve davvero da soli. Coinvolgere gli altri, distinguere i fatti dalle opinioni e creare uno spazio di collaborazione permette di trasformare il confronto da scontro a risorsa, rendendo le soluzioni più solide e durature.

In chiusura, Del Col ha invitato il pubblico a fermarsi non solo sul risultato, ma anche sull’apprendimento: riflettere su ciò che ha funzionato, consolidare le buone pratiche e celebrare i progressi è parte integrante del processo. È in questa fase che lo sforzo diventa crescita e il cambiamento si trasforma in continuità.

La conferenza si inserisce nel ciclo delle Conferenze Sprint di Trieste Campus, brevi appuntamenti dedicati alla formazione, alla motivazione e alla crescita personale, pensati per offrire alla città strumenti concreti e chiavi di lettura utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide di ogni giorno.