Sono stati questi i temi al centro dell’incontro divulgativo “Sconfiggere la fame, iniziative per ridurre lo spreco alimentare e promuovere un’agricoltura locale sostenibile e ambientale”, ospitato nella sala conferenze di TSC EDU in via Locchi 21.
L’iniziativa, organizzata da Pallanuoto Trieste in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto EcoFVG, ha riunito esperti, rappresentanti del mondo accademico e associazioni per discutere di sostenibilità alimentare e del rapporto tra produzione, consumo e salute.
Durante il confronto è emersa una delle principali contraddizioni del nostro tempo: nonostante il sistema alimentare produca cibo in quantità sufficiente per tutti, lungo la filiera si registrano ancora sprechi significativi, mentre molte persone continuano ad avere difficoltà ad accedere a un’alimentazione equilibrata.
Tre i relatori intervenuti nel dibattito: Gianluigi Gallenti, professore ordinario di Economia Agraria, Alimentare ed Estimo Rurale dell’Università degli Studi di Trieste (DEAMS), Antonella Picinelli, presidente di Slow Food Trieste, e Leopoldo Cervo, nutrizionista della Pallanuoto Trieste e della Pallacanestro Trieste.
Nel suo intervento Antonella Picinelli ha sottolineato l’importanza di sviluppare modelli di acquisto e consumo più consapevoli, privilegiando prodotti locali e di filiera corta e riducendo il ricorso ai cibi ultra processati. Centrale, secondo Slow Food, è anche il ruolo dell’educazione alimentare: sensibilizzare i più giovani significa contribuire a orientare le scelte delle famiglie e costruire una cultura del cibo più attenta alla qualità e alla sostenibilità.
Il professor Gallenti ha invece evidenziato come gli impatti ambientali del sistema alimentare si distribuiscano lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti: dalla produzione agricola al confezionamento, dal trasporto fino allo smaltimento finale. Ridurre lo spreco alimentare e migliorare l’efficienza della filiera richiede quindi politiche pubbliche, strumenti normativi e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Tra le prospettive possibili, la creazione di reti territoriali e distretti del cibo capaci di valorizzare le produzioni locali e modelli di economia circolare.
Il nutrizionista Leopoldo Cervo ha infine posto l’attenzione sugli effetti dei cibi ultra processati sulla salute. Una dieta basata su alimenti fortemente trasformati, spesso poveri di nutrienti essenziali e ricchi di additivi, può nel tempo aumentare il rischio di patologie metaboliche e croniche. Nel suo intervento ha inoltre approfondito il tema del microbiota, l’insieme dei miliardi di microrganismi che popolano il nostro intestino e che svolgono un ruolo fondamentale nel metabolismo, nella digestione dei nutrienti e nel funzionamento del sistema immunitario.